Mora e Corona burattinai del jey-set

By nicky83

Il paparazzo-modello e il più famoso agente dei VIP tengono in mano le fila del sistema mediatico.

Tutto risale al 30 Ottobre dell’anno scorso dopo l’interrogatorio di A. Gilardino, attaccante del Milan, convocato dalla questura di Roma. Gilardino che già in passato aveva pagato fior di quattrini (circa 6mila euro) per far sparire certi suoi scatti compromettenti fuori da un famoso locale di Milano, telefonò subito al fotografo Corona per avvisarlo che era partita un’indagine proprio su di lui riguardo a ricatti, estorsioni e favoreggiamento alla prostituzione nonchè giri di sostamze stupefacenti. Subito era scattata la controffensiva ad opera dei due “magnati” del jet-set: Il signor Corona e il suo socio Lele Mora.

Così ha avuto inizio un vero e proprio lavoro di inqiunamento delle prove a tutto campo e un costante condizionamento di testimoni e Vip prima che venissero convocati dai magistrati. Secondo il Gip è stata messa in moto una vera e propria campagna di stampa pilotata e diretta ad evitare i tanto temuti provvedimenti cautelari.

Questa è la triste origine del caso Vallettopoli, scoppiato quest’estate e arrivato agli onori della cronaca e delle “prime pagine” in questi ultimi giorni. Agli esordi si era parlato di ragazze ingenue e attratte dal mondo dello spettacolo sfruttate e strumentalizzate da ricchi “signori” per fare carriera. In realtà dietro a questi episodi ormai di “ordinaria amministrazione” nel sistema mediatico , si nasconde una vera e propria associazione cappeggiata da Mora e Corona che tramite una diffusa rete di contatti, coperture e conoscenze si è messa in azione per evitare il carcere proprio ai mebri dell’associazione a delinquere in questione. Ai media sono state passate fin da subito sottobanco una serie di notizie spesso imprecise e fasulle allo scopo di confondere le acque e dando il via ad un tam-tam incontrollabile che passava da un personaggio ad un altro in un continuo “passamano” di accuse e ricatti, il vechio gioco della patata bollente, senza mai arrivare ad un colpevole.

Alla fine di questa inchiesta che si protrarrà per mesi e mesi come  consuetudine dato l’annoso sistema giudiziario italiano, i due principali indagati ne usciranno solo con l’accusa di essere due bravi ragazzi che hanno avuto solo la colpa di aver giocato un pò troppo con le pedine del sistema mediatico e la loro vita privata, scusandosi sempliceente di non essere a conoscenza dei cavilli della recente legge sulla privacy.

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